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Le api

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Pare che per noi la giornata mondiale delle api durerà un po'.  Papà martedì ha staccato due piccoli e preziosissimi favi ormai disabitati (ad onor del vero sono di vespa e quindi li avremmo staccati comunque). Giovedì sera abbiamo approcciato questo libro. Molto interessante e ben fatto, ma ancora un po' troppo complesso anche per grande Picchio. Abbiamo così esercitato l'ottavo diritto del lettore secondo Daniel Pennac: il diritto di spizzicare.  E ci siamo concentrati sulla pagina dedicata alle parti dell'ape. Il testo tornerà presto alla biblioteca, ma noi potremo continuare a leggere e rileggere l'anatomia di questo splendido insetto sulla preziosa scheda/illustrazione resa disponibile gratuitamente dalla pagina IG Zenos_room. Per coinvolgere sia piccolo che grande Picchio ho allora acquistato questo libro tenerissimo che introduce anche il tema dell'ecologia. Venerdì pomeriggio osserviamo il favo, sempre con l'aiuto di un'il...

Pedalando verso l'autostima

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Grande Picchio ha un ego abbastanza grande, ma non gli corrisponde un'autostima altrettanto alta e questo, al di là della disabilità, può essere un grande ostacolo ai suoi apprendimenti. Ci stiamo lavorando e, da qualche tempo, la nostra miglior alleata è la bicicletta. Tutto ciò che ha le ruote ha sempre esercitato su di te un grande fascino, ma la bicicletta è stata per lungo tempo solo un mezzo da cui salire e scendere in continuazione, su cui farsi spingere per piccoli tratti, con la quale pedalere all'indietro e una cliente fissa della tua officina meccanica. Poi è arrivato il lockdown e l'idea, letta da qualche parte, di bloccare le rotelle dentro delle vecchie scarpe di papà. In questo modo potevamo sederci a turno accanto a te e guidarti i piedi sui pedali. Non hai accettato subito e non resistevi nemmeno molto tempo, ma qualcosa si è sbloccato. E poco meno di un anno dopo mi ritrovo a rincorrerti mentre sfrecci veloce. (Giuro che il casco di solito lo m...

Nel mio giardino il mondo

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Di recente ho letto il contributo sul tema di una psicologa piuttosto affermata: sostiene che per i bambini cambiare casa equivalga alla perdita di un congiunto 😱😱😱. Ho messo in conto che potrebbero esserci delle difficoltà, ma spero non fino a questo punto. Abbiamo preso questa decisione prima di tutto per loro e vorrei davvero che vivessero il trasferimento come l'inizio di una nuova bellissima avventura. Così appena è stato possibile ho cominciato a portare i Picchi nel nuovo giardino. E con le nostre speciali uova di Pasqua proviamo a valorizzare le prime scoperte, i primi tesori raccolti: fiori spontanei e rametti. La colla è fatta con acqua e farina per poter essere anche assaggiata... e Piccolo Picchio si è "accontentato" di questa per la decorazione... Se devo proprio proprio essere sincera avevo già dato a Piccolo Picchio un piccolo assaggio dei materiali con un'esperienza sensoriale a...

L'ulivo

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Tra poco cambieremo casa e una della cose su cui sicuramente cercherò di investire di più sono i rapporti di vicinato. Non che dove abitiamo ora ci siano stati dei problemi, ma nessun vero legame né tra adulti, né tra bambini. Nel nostro nuovo paese vorrei fare un passo in più, creare delle connessioni che possano aiutarmi anche a tenere d'occhio Grande Picchio quando comincerà a rivendicare la sua autonomia nei piccoli spostamenti o commissioni. Per ora l'età dei primi contatti, che risalgono ad un paio di settimane fa, è un tantino elevata: siamo all'incirca sull'ottantina. Però stato bello aiutare incanalando in modo utile le energie di Grande Picchio che in realtà avrebbe voluto salire sulla scala e tagliare con le cesoie. Mamma Picchio ha anche rischiato di rimediare un bel bicchiere di vino, che fa sangue e latte 🤣🤣🤣, e abbiamo dovuto accettare un sacchetto pieno di cioccolatini al posto delle usuali caramelle. Un ramo di ulivo ce lo sia...

Il melograno della discordia

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Attività come questa mi mettono a dura prova. Mettono in seria crisi la mia ricerca di equilibrio tra l’essere permissiva e complice e l’essere autoritaria, tra la ormai radicata convinzione che non c'è apprendimento senza divertimento (e che finalmente con loro posso anche solo divertirmi senza un secondo fine, un obiettivo per forza) e la necessità di porre dei limiti Se però perdo la calma, grande Picchio interrompe l'attività in un nano secondo. Dei 3 ambiti di limiti in cui normalmente si raggruppano quelli necessari allo sviluppo della prima infanzia qui si trattava di rispettare l'ambiente, troppo complesso far invece capire che ridurre cucina e salotto in uno schifo fosse anche mancanza di rispetto nei miei confronti. La prossima volta mi impegnerò di più per rendere i limiti più chiari e allo stesso tempo limitare eventuali danni collaterali per non innervosirmi. Perché davanti a queste immagini non si può rinunciare. ...

Il kit dell'esploratore

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Sono studiate per un lavoro più sistematico, a tavolino, e forse le giornate di pioggia ci aiutano ad usarle nella maniera più classica. Ma è pur vero che se insieme allo sviluppo del linguaggio, portano alle estreme conseguenze la capacità di osservazione e aiutano pure a stimolarti a camminare, le carte delle nomenclature possono diventare una risorsa impagabile. Per noi era impensabile che un bambino con l'argento vivo addosso come te potesse fare fatica dopo 500 metri di camminata, ancorché pianeggiante, e diverse volte ti abbiamo fatto piangere. Un giorno poi sono arrivate loro. Ho raccolto qualche sasso, ho disegnato le orme con un pennarello indelebile e comprato l'animale sorpresa finale... et voilà... Ecco il kit dell'esploratore per una bella camminata nel bosco che non vediamo l'ora di tornare a fare. P.s. quando anche questo non funziona, rimaniamo in tema animali coccolandoti nel nostro...

Naturalmente diversi

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La giornata dei calzini spaiati si intreccia con l'arrivo del regalo scelto per la vostra cuginetta: un libro di stoffa completamente handmade in cui la piccola bambola protagonista può scegliere tra 5 diverse professioni Il titolo "Decido Io" è abbastanza emblematico.  Due modi diversi di celebrare la propria unicità: da un lato la disabilità come risorsa per colorare il mondo, dall'altro la realizzazione personale oltre gli stereotipi, in questo caso di genere. Per l'occasione abbiamo anche rispolverato un libro, pescato tempo fa in un cestone della Fiera del Libro. Anche lui un po' discriminato perché non abbastanza di successo. Lui ha scelto noi, più che il contrario e, a vicende alterne, non ci ha mai del tutto abbandonato. Forse parlo così perché grande Picchio è ancora piccolo, ma, a mio modesto parere, troppo spesso l'inclusione è qualcosa che ci aspettiamo dagli altri e non qualcosa che costruiamo partendo da noi. Siamo noi i primi a n...